Come previsto dal D. Lgs. 50/2016 l’utilizzo del BIM (Building Information Modeling) diventerà ben presto obbligatorio per gli appalti oltre i 100 milioni di euro, sia per gli appalti pubblici che per gli appalti privati.
Nell’ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro, il BIM rappresenta un’evoluzione in ambito informatico ma anche, e soprattutto, tecnico in quanto permette la cooperazione dei vari progettisti e la creazione di un modello unico, ricco di tutte le informazioni necessarie. Ad esempio, il tracciamento di un muro in un software BIM comprende tutte le proprietà dello stesso (es. altezza, larghezza, trasmittanza, spessore degli strati, colore, etc.).
Ma oltre a tutti gli aspetti relativi alla fase di progettazione, utile al Coordinatore alla Sicurezza in fase di Progettazione (CSP), interessante potrebbe rivelarsi per lo sviluppo della sicurezza dei cantieri durante le attività in cantiere e/o durante le normali attività in azienda. Uno dei punti critici attuali per i Coordinatori alla Sicurezza è infatti la mancata partecipazione attiva alla fase di progettazione, creando problemi durante la realizzazione dell’opera.
Il sistema BIM, facendo cooperare i diversi soggetti su un unico file, permette la condivisione delle informazioni e delle problematiche, non solo tecniche, ma anche interferenziali che si potrebbero presentare durante l’attività di coordinamento del Coordinatore alla Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE).
Con il BIM si potrà infatti valutare un cronoprogramma già in fase di progettazione comprendendo su un solo file tutti gli aspetti della progettazione (strutturale, architettonica e impiantistica). Durante le normali attività di cantiere si potrà inoltre utilizzare il BIM per valutare l’effettivo ingombro dei macchinari all’interno dell’area cantierata, valutandone quindi il rischio circostante, riportando su carta anche la planimetria di emergenza.
Fino ad ora i software BIM erano lenti e macchinosi e pertanto non consentivano un utilizzo giornaliero; negli ultimi anni si è però venuta a creare una fascia di programmi veloci e semplici da utilizzare tanto che tra disegnare direttamente su un software BIM, rispetto ad un software CAD, non vi è alcuna differenza. Stesso principio può essere applicato per la redazione di un piano di emergenza ed evacuazione di un’azienda, o per la redazione di un Documento di Valutazione dei Rischi, o per la manutenzione ordinaria degli impianti elettrici e meccanici.
Il potenziale quindi è enorme, dalla praticità di avere un singolo file alla velocità di trasmissione delle informazioni da un soggetto ad un altro, fino al recepimento da parte degli addetti alla sicurezza di avere tutto già programmato per gli interventi futuri.
Ma da quando sarà possibile effettivamente valutare ogni singolo aspetto di un progetto su un solo file condiviso? E soprattutto siamo sicuri che deve essere reso obbligatorio solo per appalti oltre i 100 milioni di euro? In effetti l’impiego di un modello unico per ogni fase della costruzione di un’opera (dalla progettazione alla esecuzione) è un elemento che accrescebbe di molto la sicurezza nei cantieri ed in ogni altro luogo di lavoro.